Influencer Marketing e inclusione sociale

influencer marketing e inclusione sociale

Gli ultimi due anni non verranno ricordati esclusivamente per la pandemia di Coronavirus che sta colpendo il mondo intero, ma anche per un’attenzione rinnovata ai temi sociali, basti pensare infatti al movimento “Black Lives Matter” o all’acceso dibattito intorno al DDL Zan in Italia. La rappresentanza delle minoranze, l’inclusione e l’accettazione di tutto quello che molte persone hanno considerato per secoli “diverso” sono argomenti sempre più attuali e di interesse pubblico.

Lo scenario dell’inclusione sociale in Italia dal punto di vista degli influencer

I temi legati all’inclusione sociale (dall’orientamento sessuale alla diversità fisica, dalla parità di genere alla lotta al razzismo) sono sempre più discussi sui social media tanto che in Italia, solo nel 2020, sono stati realizzati più di 110 mila contenuti (su tutti i principali social network) da parte degli influencer.

post organici sul tema dell'inclusione sociale

Approfondendo ancora di più questi dati, il numero dei contenuti realizzati tra il 2019 e il 2020 segna un +35%. Interessante osservare anche su quali social vengono realizzati questi contenuti. Esiste un social network più “inclusivo” in Italia? Secondo i dati del nostro Osservatorio, ricavati con Buzzoole Discovery, Instagram risulta essere il social preferito dagli italiani per parlare delle tematiche legate all’inclusione sociale  (78.3% dei contenuti realizzati nel 2020), seguito a grande distanza dalla coppia Facebook (7.7%) e Twitter (6.8%) e YouTube (3%). In ogni caso la discussione si presta molto bene ad essere affrontata in più modi e con diversi contenuti. 

i social network più inclusivi

Inclusione sociale, Influencer Marketing e brand

Vale la pena fare un’ultima considerazione per quanto riguarda le attività legate all’inclusione sociale realizzate dai brand con gli Influencer in Italia. Dei 110 mila contenuti analizzati nel 2020, soltanto l’1% di questi è frutto di attività sponsorizzate realizzate con influencer.

Non solo, questo dato è anche inferiore se confrontato con il 2019 (-13% di attività sponsorizzate). Una possibile spiegazione è legata all’assenza nel 2020 dei principali eventi pride dovuti alla pandemia da Covid-19. Questo dato porta ad una importante considerazione: in Italia le attività a tema da parte dei brand sono sporadiche e spesso legate a singoli eventi.

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