L’influencer si vede dal contenuto, non dalla quantità di follower

L’ampiezza del pubblico è un fattore importante. Più gente vi segue, più verrete percepiti come persone apprezzate e amate. Questa semplice regola è stata utilizzata come metrica iniziale per affidare a blogger, instagrammer o youtuber la comunicazione delle aziende, che cercavano nella rete un referente che raccontasse al proprio pubblico i prodotti e i servizi per intercettare al meglio la domanda.


È un nuovo modo di comunicare. Un metodo che ha colto impreparati tutti, soprattutto quelle aziende che –  non avendo chiaro chi fossero i punti di riferimento – hanno inizialmente preferito basarsi sull’unico elemento che erano in grado di misurare: i follower! Ma come sappiamo ormai tutti, è facile aumentare il numero dei follower attraverso metodi non ortodossi e con l’impiego di utenti fasulli (Bot).

Le aziende stanno progressivamente capendo che i numeri del seguito non sono assolutamente sufficienti come parametro di selezione dei blogger da coinvolgere in un progetto e quelle più attente hanno compreso che ci sono altri indicatori che incidono maggiormente sul successo dell’attività promozionale.

I blogger più interessanti hanno una “voce” originale e autentica e un metodo di creazione dei contenuti tale che non risultino clonati da comunicati stampa e non si presentino nemmeno come freddi elenchi di caratteristiche tecniche. Questi blogger hanno una cura maniacale per il contenuto, che viene pubblicato solo se è perfetto e con una forte componente estetica ed emozionale. Una cosa importante da valutare è la reputazione dell’influencer. Nessuna azienda affiderebbe la comunicazione ad una persona che non sia autorevole e credibile. Il blogger ideale ha una conoscenza tecnica su come distribuire anche a pagamento i contenuti e curare la conversazione attorno ad essi.

Questi sono i fattori base, che sostituiscono alla quantità dei follower la loro qualità nella scelta del giusto comunicatore aziendale. Questi personaggi della rete sono interessanti, più per la loro capacità comunicativa ed espositiva che per la vastità dell’attenzione che riescono a ottenere. Chi si avvale di questi professionisti della comunicazione, lo fa più per questa attitudine che per arrivare alla loro community. Comunicare bene è un’arte. Trovare chi promuove efficacemente un servizio o un prodotto deve diventare un’attività fondamentale per la comunicazione aziendale dei prossimi anni.

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