Clubhouse per brand e influencer

Clubhouse per brand e influencer

C’è una nuova app che da qualche settimana sta catturando l’attenzione di appassionati di tecnologia, celebrity, influencer, aziende e giornalisti. Si chiama Clubhouse ed è una sorta di social network basato solo sulla voce, dove si può ascoltare o parlare, ma senza la distrazione di foto, video e interazioni visive.

Si stima che abbia ancora meno di 10 milioni di utenti nel mondo e poco più di 100.000 in Italia, ma può essere un terreno di sperimentazione interessante per brand e influencer.

Come funziona Clubhouse

Al momento per entrare in Clubhouse bisogna avere un invito e possedere uno smartphone Apple o un iPad. Una volta dentro, l’utente dovrà scegliere i propri interessi e iniziare a costruire la propria rete di contatti, seguendo persone note o amici. A questo punto la pagina principale inizierà a mostrare una serie di stanze nelle quali si può accedere.
All’ingresso nella stanza si è dei semplici ascoltatori, ma si può chiedere di intervenire alzando la mano (con l’apposito pulsante). Sarà il moderatore a decidere se darvi la parola. In qualunque momento si può lasciare la stanza in punta di piedi, col tasto “Leave quietly”.  E’ possibile anche creare delle stanze scegliendo tra varie opzioni:

  • Aperte: sono stanze pubbliche, visibili a tutti e nelle quali chiunque può entrare.
  • Social: sono visibili e frequentabili soltanto dalle persone seguite dai moderatori della stanza.
  • Chiuse: sono stanze private ossia visibili e accessibili solo da coloro che sono stati invitati.
  • Club Rooms: sono le stanze create all’interno di un club.

Il club è un circolo tematico, aperto solo ai suoi membri, che gestisce incontri audio a cadenza regolare (sono contrassegnati da una casetta verde). Per creare un club bisogna fare richiesta, compilando questo modulo, dopo avere organizzato almeno 3 eventi.

Clubhouse per Influencer

Il social audio già pullula di influencer e celebrità che sono arrivati dagli altri social media a capire come funziona. Si sono portati anche un pezzo del loro seguito, ma l’obiettivo è quello di intercettare nuovo pubblico di qualità. Accanto a Fiorello, Michelle Hunziker e Barbara D’Urso sono comparsi Luis Sal, Sofia Viscardi, il Masseo e tanti altri.
Come può usare Clubhouse un influencer? Innanzitutto iniziando a creare stanze tematiche e sperimentare con un formato che privilegia la voce. Non si tratta, però, di usare il palco in maniera unidirezionale, come se si stesse creando un podcast. Il bello della piattaforma è che dà la possibilità di interagire col pubblico. La chiave è proprio riuscire a dare valore agli ascoltatori, coinvolgendone alcuni nella discussione.
Qui l’influencer che vuole emergere deve riuscire a sviluppare la capacità di intercettare gli ospiti giusti, ma anche di moderare e fluidificare le conversazioni con la platea.

Per il momento non ci sono opportunità native di monetizzazione, anche se l’azienda ha già attivato un programma pilota che coinvolge quaranta top creator statunitensi. Al momento tutto ciò che si può fare è iniziare a rendersi visibili, seguendo altri utenti, partecipando attivamente alle conversazioni con interventi in grado di lasciare il segno e creare degli eventi di valore.
L’Influencer Marketing è sicuramente un’opportunità perché le aziende hanno già iniziato a frequentare l’ambiente per capire come far leva sulle personalità più interessanti.

Clubhouse per i Brand

Clubhouse nasce per essere un ambiente dedicato alla discussione tra persone. L’applicazione, all’atto dell’iscrizione, chiede un nome, un cognome ed un numero di telefono, per cui, per ora, non sono previsti accessi dedicati ai brand. Dunque la fase esplorativa va fatta a titolo personale. E infatti già tantissimi manager di aziende stanno partecipando a stanze e facendo networking.
Clubhouse dà ai brand l’opportunità di costruire una community e stabilire una connessione profonda attraverso lo strumento ideale, la voce. Al tempo stesso però pone una sfida inedita che è quella di individuare una voce distintiva in grado di rappresentare l’identità di marca.
Un modo per procedere gradualmente potrebbe essere quello di identificare e coinvolgere dei dipendenti particolarmente appassionati e inclini alla comunicazione verbale. Potrebbero essere loro i moderatori di stanze tematiche non autoreferenziali, ma incentrate su tematiche care al brand. Ad esempio Burger King ha appena annunciato una room con il suo CEO per parlare apertamente dei nuovi progetti.
Un’altra possibilità è quella di far leva sulle capacità degli influencer che hanno già un buon seguito su Clubhouse per creare progetti comuni o inserirsi in una programmazione già attiva (sponsorizzazione di stanze). Anche in questo caso non ha senso parlare di prodotti, ma affrontare temi rilevanti per il target del brand.

In Buzzoole stiamo sperimentando Clubhouse da gennaio e abbiamo deciso di ospitare un appuntamento bisettimanale sul mondo dell’Influencer Marketing dedicato alle esperienze di brand e creator. Si chiama BuzzTalks e andrà in onda il martedì e il giovedì alle 14. Cercate @vincos e @gyanluca per essere aggiornati sui prossimi eventi. Vi aspettiamo. 👋

BuzzTalks, appuntamento sul mondo dell'Influencer Marketing con Buzzoole mercoledì alle 18:30 su Clubhouse

Vincenzo è Chief Marketing Officer di Buzzoole. Ha lavorato per Microsoft, Digital PR, Blogmeter. Autore di tre libri, il più recente è “Marketing Aumentato”. Il suo blog www.vincos.it è noto per le analisi relative ai social media e alla comunicazione, tra le più apprezzate la mappa dei social network nel mondo. Ama immortalare paesaggi naturali e preparare caffè speciali. Puoi metterti in contatto con lui su @vincos.

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