Come scrivere un titolo efficace

“Per me il titolo contiene tutta quanta l’idea del libro. Per questo ho sempre trovato i titoli prima di cominciare a scrivere. Anche se questo non significa che abbia già un piano compiuto del romanzo.”

Con queste parole, il mio scrittore preferito, José Saramago, mi aiuta a sottolineare un concetto molto importante, mai troppo spesso rimarcato: il titolo di un articolo incide moltissimo sulla resa dello stesso.

Non ci credi?

Guarda tu stesso i risultati di un’indagine svolta da CoSchedule.

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Cosa ci dicono questi dati?

Che un titolo efficace può influenzare il traffico del 500%, che 8 persone su 10 si soffermano sul titolo e di queste 8 solo 2 effettivamente cliccano per fruire del contenuto.

Cosa significa?

Che la differenza tra scrivere un titolo efficace e un titolo “moscio” equivale a ottenere lettori invece di indifferenza.

Ti sembra poco?

Social vs Motore di ricerca

Il titolo di un articolo funge da calamita, per attirare l’attenzione (risicata) dei lettori, ma ricopre anche un ruolo fondamentale per quanto riguarda i motori di ricerca.

In effetti, all’interno di un contenuto del blog deve essere presente una gerarchia, una sorta di scala di valori, che indica allo spider di Google su cosa soffermarsi e in che modo. Tra questi elementi, vanno considerati i tag html, più banalmente gli H1, H2 e così via.

Questi tag vengono utilizzati per contrassegnare Titoli, sottotitoli e nomi dei paragrafi, che devono essere presenti all’interno di un articolo, per ragioni che magari illustrerò in un prossimo articolo.

Il titolo di un articolo va editato come H1, e non è un caso che i principali CMS, come WordPress ad esempio, lo impostino così già di default.

In fase di analisi del contenuto, lo spider di Google visualizza il titolo e cerca di carpirne il significato, in modo da incasellarlo nel proprio database e restituirlo come risultato ad una ricerca pertinente.

Secondo le best practice della scrittura seo oriented, infatti, il titolo deve avere delle caratteristiche particolari:

  • Deve contenere al massimo 65 caratteri, in modo da rientrare per intero nello snippet di Google;
  • Deve contenere la parola chiave, possibilmente a sinistra;
  • Deve contenere il minor numero possibile di stop word (ad esempio gli articoli e le congiunzioni).

Spesso, però, i titoli ben ottimizzati per i motori di ricerca risultato poco appetibili per il “popolo dei social”, che invece hanno bisogno di essere colpiti (con una mazza chiodata) e incuriositi.

Purtroppo, questo si traduce quasi sempre in un click baiting selvaggio.

Come si evita questo problema?

  1. Se il tuo blog è su WordPress (perché non dovrebbe??), sfrutta il plugin Yoast SEO, che ti consente di impostare un titolo differente per Facebook e Twitter;
  2. Modifica manualmente il titolo in fase di condivisione su Facebook (solo sulla pagina, non sul profilo) e su Twitter. Purtroppo, non c’è modo di farlo sugli altri social.

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La regola del 3

Contrariamente al comune pensare, fare blogging non vuol dire mettersi al pc e scrivere, bisogna studiare, seguire una serie di procedure abbastanza standardizzate, e applicare delle regole.

Una di queste regole è la cosiddetta “Regola del 3”, che riguarda proprio la scrittura dei titoli dei blogpost.

In poche parole, l’occhio del lettore si sofferma solo sulle prime 3 e le ultime 3 parole contenute nel titolo.

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Secondo questa regola, quindi, viene da sé che un titolo, per essere davvero efficace, deve contenere 6 parole, e se ne contiene di più devi fare in modo che le parole importanti siano all’inizio o alla fine.

Numeri, superlativi e How To

Ti ho già spiegato che il ruolo di un titolo è soprattutto quello di attirare l’attenzione di un utente, in particolare sui social network.

In effetti, a differenza di quello che accade sui motori di ricerca, sui social non c’è un’azione specifica compiuta per reperire quel determinato contenuto, semplicemente ce lo troviamo nei feed insieme a foto di gattini, gif e meme vari.

Per attirare l’attenzione esistono delle tecniche, che potremmo anche definire trucchetti.

Quali? Questi, ad esempio:

  1. Liste numerate: inserire un numero nel titolo spinge l’utente a cliccare sull’articolo, incuriosito da quali potranno mai essere questi X consigli da te forniti;
  2. Superlativi: utilizzare dei superlativi nei titoli aumenta di circa il 20% il CTR;
  3. How To: si tratta dei classici articolo “Come fare per”, quelli – per intenderci – che hanno fatto la fortuna di Salvatore Aranzulla. Gli utenti hanno bisogno di contenuti utili che gli risolvano problemi specifici. Gli how to rientrano in questa categoria.

Le immagini di seguito possono fornirti qualche indicazione sull’efficacia di questa tipologia di titolo.

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Come vedi, anche dietro una cosa apparentemente innocua come il titolo di un post c’è tutto un mondo da scoprire, e ancora una volta a guidarti devono essere i dati e l’esperienza empirica.

In poche parole, studia e sperimenta. .

Pubblicato in Content Marketing, Social Media

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