Lo stato della trasparenza nell’Influencer Marketing nel 2020

La trasparenza nelle comunicazioni è una delle sfide che da tempo si trovano ad affrontare gli operatori dell’Influencer Marketing, aziende, intermediari, creator.
Dal 2019 il nostro Osservatorio indaga lo stato della trasparenza in Italia con un’analisi inedita, nella speranza di contribuire a sensibilizzare gli operatori del mercato su un tema così importante.

Cresce l’Influencer Marketing trasparente

Nel nostro nuovo white paper troverete i dati sull’utilizzo dei cosiddetti “hashtag della trasparenza” suddivisi per settore (#ad, #adv, #sponsorizzato, #sponsored, #inserzioneapagamento, #prodottofornitoda, #pubblicità, #advertising) e un’indicazione dei brand che ne hanno fatto più uso.

Nel 2020 abbiamo raccolto e analizzato 186.700 contenuti che hanno generato 268 milioni di interazioni. Il numero dei post trasparenti pubblicati è leggermente diminuito rispetto allo scorso anno (-5%). Un effetto che può essere attribuito alla pandemia che ha spinto alcuni specifici settori a diminuire gli investimenti in comunicazione.

Il fenomeno pandemico sicuramente spiega la curva dell’andamento delle campagne nel corso dei dodici mesi. A differenza degli altri anni, quando si notava una concentrazione delle attività di Influencer Marketing nel periodo pre estivo, nel 2020 è evidente un primo segnale di ripresa dopo il lockdown e una crescita sostenuta dopo l’estate.


Anche quest’anno Instagram è il luogo preferito per le attività con i creator. Qui si sono concentrati il 94% dei post, mentre il 6% ha interessato Facebook.

I settori più trasparenti

L’analisi dei settori che più hanno usato gli hashtag della trasparenza evidenzia che le prime due posizioni rimangono invariate rispetto agli scorsi anni. Al primo posto la moda (abbigliamento e calzature, anche sportive) che si riconferma l’industria più attenta alle regole con il 34% dei post prodotti (4 punti in più rispetto allo scorso anno). Al secondo la cosmetica (prodotti per la cura del corpo) con il 16%,  che perde solo un punto percentuale.
Il terzo posto, che in passato era presidiato dal settore degli accessori, è occupato dalla tecnologia (elettronica di consumo), protagonista del 9% dei post prodotti, che guadagna 3 punti percentuali.  A seguire il mondo dell’intrattenimento (tv, gaming) con il 7,6% dei post (-1 punto percentuale), gli accessori (borse, orologi e gioielli) con il 7,5% (-3,5 punti), il beverage con il 7,5%  (+1,1) e il food con il 6,5% (+0,6).
Quest’anno emerge anche il comparto health care con un 2% di post trasparenti incentrati soprattutto sull’igiene personale e i dispositivi di sicurezza per combattere il Coronavirus.

Per scoprire i brand più trasparenti, i post più popolari e gli altri risultati dello studio, ti basta scaricarlo gratuitamente.

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